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		<title>Excuse me miss, how can I get in downtown Phoenix?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 06:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_97" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_0069.jpg"><img class="size-large wp-image-97" title="Parco del Resort di prima mattina" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_0069.jpg?w=491&#038;h=369" alt="Parco del Resort di prima mattina" width="491" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Parco del Resort di prima mattina</p></div>
<p style="text-align:left;">Comincia con questa domanda al concierge la mia giornata al Westin Kierland Resort. La risposta mi spiazza: &#8220;Why would you go in downtown?&#8221; e io &#8220;Oh, well&#8230; I would only like to visit the city, you know, it&#8217;s my first time in the U.S.A.&#8221;. Lei mi apostrofa dicendomi che non c&#8217;è molto da vedere in città ma dopo qualche altra battuta capisce che intendo andarci comunque e si offre di chiamare un taxi. Il viaggio costerebbe circa 60$ solo andata, al che le chiedo se non ci sia un servizio di trasporto pubblico disponibile. Lei risponde che gli autobus ci sono, ma non sa darmi indicazioni. Le chiedo una mappa della città che mostri le linee dei servizi pubblici, ma non ce l&#8217;ha. Ringrazio e dico che andrò a fare un giro nel vicinato.</p>
<div id="attachment_100" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1211.jpg"><img class="size-medium wp-image-100" title="Ecco l'outl... ehm il block Kierland Commons" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1211.jpg?w=200&#038;h=300" alt="Ecco l'outl... ehm il block Kierland Commons" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco l&#039;outl... ehm uno scorcio del Kierland Commons block</p></div>
<p>Scottsdale. Esco dal resort, e mi sembra di entrare in un outlet. Tutto è curato e perfetto, il pratino all&#8217;inglese con l&#8217;erba da un pollice e mezzo, le palme di plastica, il cielo di un blu fatto col secchiello di photoshop e un sole che, a fine ottobre, è come le macchine americane: rumoroso e col V8 turbo. Per la strada quasi nessuno, passeggiando per i <em>blocks</em> una musica di sottofondo in filodiffusione mi accompagna di vetrina in vetrina, di bistrot in bistrot. A momenti mi sembra di essere nel <em>Truman Show</em>. La sensazione è di completo artificio. Ecco un riflettore che precipita dal cielo&#8230; ah no scusate, quello è il film. Comunque non mi piace. Ho poco tempo a disposizione e vorrei vedere qualcosa di più che un quartiere-centro-commerciale. Dopotutto Phoenix è la quinta città degli Stati Uniti.</p>
<p>Dopo l&#8217;immancabile pellegrinaggio all&#8217;Apple Store di turno dove ammiro le fattezze leggiadre del nuovo Macbook Air da 10.6&#8243;, è ormai ora di pranzo e mi infilo nello Zinc Bistrot, uno dei tanti locali sulla via di ritorno all&#8217;albergo.</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1206.jpg"><img class="size-medium wp-image-99" title="La mamma è sempre la mamma!" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1206.jpg?w=300&#038;h=200" alt="La mamma è sempre la mamma!" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La mamma è sempre la mamma...</p></div>
<p>Un mega sandwich infarcito di pollo al curry mi dà la carica per un&#8217;altro tentativo: chiedo alla padrona del locale che, gentilissima, chiama l&#8217;ufficio informazioni del <em>Kierland Common </em>block. Mi indirizza direttamente all&#8217;ufficio, dove Erica, l&#8217;impiegata, anche lei gentilissima, cerca di darmi una mano a risolvere un problema di cui neanche immaginavo l&#8217;esistenza. Mentre si affaccenda cercando le tratte sul sito dell&#8217;azienda dei trasporti pubblici, col quale mi confida di non avere molta confidenza, telefonando addirittura al loro help desk, anche Erica mi fa la domanda fatidica:&#8221;perché vuoi andare a Phoenix downtown?&#8221; E insiste dicendo che loro non vanno là, se non per un motivo preciso ecc. ecc&#8230; La cosa mi infastidisce un po&#8217;, comunque, dopo una mezz&#8217;ora di piacevole conversazione, Erica, tra una telefonata e l&#8217;altra, riesce a mettere insieme la lista dei mezzi da prendere&#8230; alla fine si parla di cambiare un paio di volte: una prima per arrivare alla stazione della metro e poi un secondo cambio per arrivare alla city&#8230; insomma niente di che, sembrerebbe. L&#8217;autobus per la stazione della metro sta quasi per passare e Erica mi fa accompagnare da un signore della security con l&#8217;auto elettrica in loro dotazione. Grande penso! Il tizio mi accompagna davanti ad una fermata, io scendo e aspetto. L&#8217;autobus sarebbe arrivato di lì a un minuto. Alla fermata però, non c&#8217;è una tabella che indichi le linee che transitano ne, tantomeno, gli orari. Attendo qualche minuto e, mentre comincio a convincermi che la fermata non è quella giusta vedo avvicinarsi un signore, in visibile stato di alterazione da alcool (o chissà che altro), che, dopo essersi accertato sulla mia destinazione e visto il percorso che mi avevano stampato all&#8217;ufficio informazioni, comincia a farneticare su come mi avessero dato delle indicazioni sbagliate, sputacchiando nel frattempo semi di qualche genere e di cui tuttora ignoro la provenienza (non stava mangiando nulla). In ogni caso, col passare dei minuti, il dubbio di aver sbagliato fermata si è trasformato in certezza e dalle farneticazioni del tipo sono quantomeno riuscito a farmi un&#8217;idea di dove sono e dove avrei dovuto essere. Così lo saluto, per cercare di riportarmi quanto meno sulla strada giusta, proprio mentre sopraggiunge l&#8217;autobus che avrebbe preso lui, che ovviamente mi suggerisce di prendere insieme per raggiungere non so quale destinazione.</p>
<div id="attachment_101" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1213.jpg"><img class="size-large wp-image-101" title="Toh... si vede un pezzo di Arizona!" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/10/img_1213.jpg?w=491&#038;h=327" alt="Toh... si vede un pezzo di Arizona!" width="491" height="327" /></a><p class="wp-caption-text">Toh... si vede anche un pezzo di Arizona!</p></div>
<p style="text-align:left;">Mi incammino dunque su Scottsdale Road, cercando di raggiungere direttamente la stazione della metro, che secondo l&#8217;ubriacone (ma infatti anche io a chi vado a da&#8217; retta!?) dovrebbe essere al massimo tre o quattro blocks più avanti. Chiaramente così non è&#8230; ciliegina sulla torta, mentre sono in cammino vedo transitare davanti a me l&#8217;autobus della linea 72. Ovvero quello che avrei dovuto prendere 40 minuti fa. Considerato che non ce ne sarà un altro prima di altri 40, e che tutto il viaggio fino a downtown durerebbe non meno di un ora, mi è subito chiaro che il mio pomeriggio nella city è sfumato miseramente. Epic Fail come scriverebbe un bimbominkia su fb. O anche: Public Transportation: you are doing it wrong. Che di sicuro mi merito, ma anche i signori della società dei trasporti pubblici di Phoenix, che non sono in grado di fornire ne tabelle alle fermate ne mappe <em>stampate</em> agli uffici informazioni, hanno la loro parte. Mappe <em>stampate</em>, si. Perché in tutto questo, al danno si aggiunge la beffa: è bello tornare in albergo, navigare sul sito della società dei trasporti e scoprire che ti fanno scaricare la mappa in formato pdf con tutte le linee di bus e metro&#8230; ma mi raccomando, non stampatela eh! Dopotutto, a chi potrebbe mai servire?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/esperendo.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/esperendo.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=92&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;di nuovo in Forra!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 00:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la mia prima esperienza nella gola torrente Avello, sulla Majella nel Luglio scorso, finalmente, muta indosso, casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza&#8230; sempre (come direbbe Nico Cereghini&#8230;) dicevo, finalmente di nuovo in Forra! A Prodo questa volta, a un passo da casa&#8230; ma che divertimento! La domenica è un po&#8217;uggiosa, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=74&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la mia prima esperienza nella gola torrente Avello, sulla Majella nel Luglio scorso, finalmente, muta indosso, casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza&#8230; sempre (come direbbe Nico Cereghini&#8230;) dicevo, finalmente di nuovo in Forra! A Prodo questa volta, a un passo da casa&#8230; ma che divertimento!</p>
<div id="attachment_78" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111244.jpg"><img class="size-medium wp-image-78" title="P4111244" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111244.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Valerio si cala in corda doppia dal primo salto</p></div>
<p>La domenica è un po&#8217;uggiosa, cielo coperto, un&#8217;arietta fresca che ci ricorda che l&#8217;inverno non è poi così lontano. Però la comitiva è motivata: mi accompagnano due amici di vecchia data, Valerio e Claudio, e due ragazzi che non conoscevo, Andrea e Fabio: in pochi minuti, complici la voglia di avventura e divertimento, siamo già un team affiatato.</p>
<p>L&#8217;avvicinamento all&#8217;ingresso della forra è breve, pochi minuti e siamo già in acqua. Un brivido di acqua gelata corre lungo la schiena quando ci immergiamo nella prima pozza, ma è solo un attimo: in pochi secondi il velo d&#8217;acqua penetrato nella tuta si riscalda ed il freddo sparisce. Subito una prima discesa con la corda, calandosi tra canyon di roccia con l&#8217;acqua fresca che scroscia su viso e spalle, poi giù nella pozza sottostante. C&#8217;è</p>
<p>ancora abbastanza acqua nel torrente, e questo significa che nel prosieguo della discesa non avremo più tanto bisogno della corda: meglio tuffarsi direttamente, è molto più divertente!</p>
<p>I salti sono parecchi, e tutti bellissimi: quello di Prodo non è un torrente, è un parco giochi! Che vai a fare all&#8217;acquafan quando hai un parco acquatico del genere a pochi Km da casa?</p>
<div id="attachment_80" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111297.jpg"><img class="size-medium wp-image-80" title="P4111297" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111297.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un fantastico salto, di oltre 7 metri! In tuffooooooo!</p></div>
<p>La discesa procede senza intoppi, raggiungiamo un&#8217;altro gruppo di torrentisti guidati dall&#8217;amico Stefano, che ci aveva accompagnato sulla Majella. Gentilmente ci cedono il passo all&#8217;armo, e proseguiamo velocemente verso il salto successivo. Ma non c&#8217;è fretta! Ci intratteniamo nei punti più belli per fare foto e filmare i tuffi dai salti più spettacolari.</p>
<p>In poco meno di un paio d&#8217;ore siamo praticamente in fondo: è qui che si apre, scavata nella roccia, la pozza più grande e profonda, sul lato sinistro della quale si innalza un costone di roccia quasi verticale. Appena poco più avanti, usciti dalla pozza, è possibile tornare indietro risalendo la scarpata e ritrovandosi quindi sopra la costa rocciosa, ad oltre 7 m sopra l&#8217;acqua&#8230; è Claudio che per primo comincia ad arrampicarsi per fare l&#8217;ultimo spettacolare tuffo della giornata e noialtri, beh ci lasciamo facilmente convincere a seguirlo! Ogni tuffo è immortalato con un video. Così dopo il primo tuffo, decido di farne un secondo: voglio la ripresa in soggettiva, e mi porto dietro la fotocamera! (ovviamente antiurto e impermeabile&#8230;)</p>
<p>Non va tutto come previsto: l&#8217;impatto con l&#8217;acqua è violento e nonostante il laccetto al polso la fotocamera mi sfugge di mano e si perde nell&#8217;acqua ormai torbida per i tanti tuffi effettuati! Il fondale è profondo, almeno 4 o 5 metri.</p>
<div id="attachment_81" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111303.jpg"><img class="size-medium wp-image-81" title="P4111303" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111303.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una pozza scavata nella roccia</p></div>
<p>Un ragazzo del gruppo di Stefano, che ormai ci aveva raggiunti e partecipava con noi alla &#8220;gara&#8221; di tuffi, mi presta gentilmente una maschera da sub. Provo ad immergermi immediatamente, ma la muta, senza zavorra, mi rende difficoltoso raggiungere il fondo. Dopo un paio di tentativi infruttuosi, decido di uscire dall&#8217;acqua per riposarmi qualche minuto. Gli altri mi invitano a desistere, a ritornare a cercarla qualche giorno dopo, attrezzati con pesi e bombole. Ma io decido di fare un&#8217;ultimo tentativo: nelle due immersioni precedenti ero riuscito ad intuire la conformazione del fondale, simile ad uno scivolo, o un imbuto di roccia. Sapevo dove andare a cercare la dispersa! Così mi immergo di nuovo: stavolta l&#8217;acqua è più limpida, da diversi minuti non si stava tuffando più nessuno.</p>
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111312.jpg"><img class="size-medium wp-image-82" title="P4111312" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111312.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Io mentre mi calo lungo uno scivolo di roccia</p></div>
<p>Mi dirigo dove suppongo possa essere finita la fotocamera, non riesco a distinguere granché tra sassi e fanghiglia, e l&#8217;aria nei polmoni sta rapidamente esaurendosi&#8230; quando improvvisamente la vedo! Un parallelepipedo metallico adagiato in una fenditura della roccia. Ancora due bracciate, allungo la mano e riesco infine ad afferrarla, poi al limite della resistenza, di slancio verso la superficie! Gli altri mi guardano increduli riemergere con la fotocamera in mano&#8230; magno cum gaudio!</p>
<p>La discesa nella gola ora è davvero conclusa. Ci avviamo su per il sentiero, risalendo verso Prodo e, dopo una scarpinata di una ventina di minuti siamo di nuovo nella piazza del paese, ancora inzuppati, un po&#8217; stanchi ma davvero appagati. E affamati anche!</p>
<p>Dopo una (semi)breve sosta al Bar della piazza, decidiamo di concludere degnamente la giornata con un bel pranzo alla Fattoria di Titignano&#8230; ancora mi lecco i baffi al pensiero delle fantastiche pizze appena sfornate e del buonissimo Turlò! Con quella fame poi!</p>
<p>Ci salutiamo con il proposito di ripetere la spedizione entro breve&#8230; dopotutto l&#8217;Italia è piena di torrenti!</p>
<div id="attachment_84" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111227.jpg"><img class="size-large wp-image-84 " title="P4111227" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/04/p4111227.jpg?w=614&#038;h=411" alt="" width="614" height="411" /></a><p class="wp-caption-text">La compagnia, prima dell&#39;ingresso in forra!</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/esperendo.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/esperendo.wordpress.com/74/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=74&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>delirious thirty</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 00:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri in libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[30 anni 360 mesi 10.954 giorni 262.896 ore 946.425.600 secondi&#8230;. accidenti, faccio questi calcoli tanto assurdi quanto sciocchi e mi rendo conto che non ho vissuto ancora neanche un miliardo di secondi. E&#8217; importante? Sicuramente irrilevante, ma mi aiuta a comprendere quanto siamo temporali&#8230; Che dire, questo è un post difficile&#8230; non voglio mettermi a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=58&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>30 anni<br />
360 mesi<br />
10.954 giorni<br />
262.896 ore<br />
946.425.600 secondi&#8230;. accidenti, faccio questi calcoli tanto assurdi quanto sciocchi e mi rendo conto che non ho vissuto ancora neanche un miliardo di secondi. E&#8217; importante? Sicuramente irrilevante, ma mi aiuta a comprendere quanto siamo temporali&#8230;</p>
<p>Che dire, questo è un post difficile&#8230; non voglio mettermi a fare resoconti melodrammatici, dopotutto sono ancora giovane, non ho neanche un miliardo di secondi. Potrei pensare al futuro allora&#8230; i soliti obiettivi? Propositi? Sogni? Auspici?</p>
<p>Gli auspici non mi piacciono, sperare in qualcosa&#8230; la speranza presuppone l&#8217;impotenza di fronte agli eventi. Non mi piace fare lo spettatore.</p>
<p>Propositi. Tipicamente se ho il proposito di fare qualcosa, beh resta un proposito. Prima non la faccio, poi non mi ricordo neanche perché non l&#8217;ho fatta. I propositi sono quelle cose che prendi e appoggi da una parte, come i soprammobili, come le bomboniere ai matrimoni. Nessuno sa a cosa servano. Forse a ricordarsi di fare le cose importanti.</p>
<p>Sogni. Mi piace sognare, ma alla fine mi considero uno con i piedi per terra: so che i sogni al mattino svaniscono. Ma spesso danno ispirazione, questo mi piace dei sogni! Bisogna saper prendere l&#8217;ispirazione dai propri sogni, sempre. E magari seguirli finché si può, perché no, ma certo non aspettarsi che si realizzino per magia.</p>
<p>L&#8217;unico modo in cui sono riuscito a seguire un sogno è stato quello di pormi degli obiettivi. Se raggiungi un obiettivo, il sogno prosegue. Non so se ci avete fatto mai caso, ma i sogni non hanno mai un finale. Almeno a me non è mai successo di vederne uno. Arrivi ad un certo punto, bello o brutto che sia e poi&#8230; o ti svegli o si apre un nuovo capitolo, di solito completamente inaspettato. O assurdo. Certe volte lo capisci quando stai arrivando ad uno di quei punti, quando nel sogno c&#8217;è una chiave di volta, ti rendi conto che stai sognando, e spesso vorresti continuare! Allora vuoi impadronirti della chiave, altrimenti sai già che ti sveglierai e del sogno non rimarrà che un ricordo, più o meno vago. E non sai se il sogno ritornerà, se avrai un&#8217;altra occasione di sapere come continua. Allora quel punto del sogno, quella chiave&#8230; beh, quello per me è un obiettivo.</p>
<p>Non è mai facile raggiungere un obiettivo. Quando lo è, è perché ti sei sbagliato. Parafrasando il titolo di un vecchio film, credevi fosse un obiettivo e invece era un calesse! Anche se pure i calessi sono difficili da raggiungere, soprattutto se in corsa! Questo introduce una seconda possibilità di errore: perseguire gli obiettivi sbagliati. Può capitare, ed è una brutta storia: il sogno può trasformarsi in un incubo. Ci vuole intuito per evitarlo. E fortuna. Io credo di essere stato abbastanza fortunato. Anche intuitivo però. Certo, in qualche caso non sono stato nessuna delle due cose&#8230; Ma fa parte del gioco, no?</p>
<p>Insomma questi obiettivi, sulla soglia del quarto decennio che mi accingo a trascorrere in questa ecosfera, quali sono, o dovrebbero essere? Il dottorato di ricerca? La realizzazione professionale? Un nuovo amore? O due? La conquista del mondo? Non è che poi questi sono solo calessi? E se lo sono, quali saranno gli obiettivi &#8220;veri&#8221;?</p>
<p>Per ora non ho modo di saperlo, messi così in fila sembrano tutti rispettabilissimi. Soprattutto mi alletta l&#8217;ultimo&#8230; sapete, sono uno che si accontenta di poco. Ma voi lì, dall&#8217;altra parte dello schermo, non ridetevela troppo mentre io gioco e deliro&#8230; non si prendono in giro i bambini, ed io stasera mi sento un infante!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/esperendo.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/esperendo.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=58&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>iPad&#8230; impressioni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 23:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta non sono rimasto a bocca aperta. Non come 3 anni fa, quando Steve mostrò al mondo l&#8217;oggetto che avrebbe di lì a poco ridefinito il concetto di smart phone e di palmare. L&#8217;iPad non è quello che mi aspettavo, non tanto nella forma, quanto nella sostanza. O forse meglio non è quello che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=32&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_37" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/02/20100128_173456_6bac4d95.jpg"><img class="size-medium wp-image-37" title="APPLE IPAD" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/02/20100128_173456_6bac4d95.jpg?w=300&#038;h=227" alt="Apple iPad" width="300" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Steve Jobs presenta iPad</p></div>
<p>Questa volta non sono rimasto a bocca aperta. Non come 3 anni fa, quando Steve mostrò al mondo l&#8217;oggetto che avrebbe di lì a poco ridefinito il concetto di smart phone e di palmare.</p>
<p>L&#8217;iPad non è quello che mi aspettavo, non tanto nella forma, quanto nella sostanza. O forse meglio non è quello che volevo io&#8230; Questo di certo non ne fa un oggetto inutile. Non voglio essere uno di quelli che sentenziano: &#8220;questo non fa per me allora è uno schifo. Punto.&#8221; Tuttavia, iPad ha delle limitazioni che, se possono trovare una giustificazione in un dispositivo come iPhone &#8211; o addirittura, in iPhone possono risultare, in un certo qual modo, persino funzionali alle caratteristiche del dispositivo, sono veramente poco convincenti su iPad. E scusate, ma sono così &#8220;politically correct&#8221; solo perché&#8230; beh, sapete quanto amo Apple!</p>
<p>Sicuramente la mancanza più pesante da digerire è l&#8217;assenza di multitasking a livello applicativo. Questa è proprio una delle scelte di Apple che, se posso sopportare su iPhone non riesco proprio a comprendere in un prodotto come iPad. E purtroppo la lista continua&#8230; niente porte di espansione (a parte il dock connector), nessun accesso a documenti &#8220;esterni&#8221;: sincronizzazione solo attraverso iTunes, niente accesso (sembra, almeno per ora) a condivisioni in rete&#8230; insomma questo iPad sembra un po&#8217; troppo un iPhone Supersized, diciamolo all&#8217;italiana: un iPhonone.</p>
<p>In questo contesto la cosa strana, ma per certi versi rassicurante, è il fatto che Apple abbia già presentato una versione dedicata di iWork, il che fa supporre che Apple veda iPad come uno strumento che possa essere usato anche per produrre o manipolare documenti e creare contenuti, e non solo per ascoltare canzonette, vedere un film, un clip, &#8220;surfare&#8221; il web o leggere un e-book. Per quanto, per le applicazioni che ho citato, l&#8217;iPad così com&#8217;è sia già un oggetto formidabile. Se non ci fossero già in giro oltre 75 milioni di  iPhone e iPod touch.<br />
In ogni caso la presenza di iWork fa sperare che la roadmap di Apple su iPad preveda una qualche evoluzione del dispositivo anche, e soprattutto, in termini di apertura verso il mondo esterno, con la capacità di comunicare ed interagire con qualcosa che non sia iTunes&#8230;</p>
<p>Staremo a vedere. Secondo me già con il prossimo iPhone OS 4 potremmo cominciare a vedere qualche bella novità. E per tutta la piattaforma iPhone OS: iPhone, iPod Touch e adesso iPad.</p>
<p>Se vi state chiedendo &#8220;ma questo che si aspettava da iPad?&#8221; Beh, le mie fantasie informatiche più sfrenate ve le racconterò in un prossimo post&#8230; ora è tardi!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/esperendo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/esperendo.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=32&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una nuova dimensione nel linguaggio cinematografico</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[cameron]]></category>
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		<description><![CDATA[Immersivo. Coinvolgente. Sorprendente. Ma anche affascinante e commovente. James Cameron ha posato una nuova pietra miliare nella storia del cinema. Lo ha fatto con un film rivoluzionario, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello narrativo. Avatar è uno di quei film che ridefiniscono il proprio genere, nel linguaggio e nei contenuti, e di più, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=19&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/01/5461.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27" title="Avatar Locandina" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/01/5461.jpg?w=200&#038;h=300" alt="avatar" width="200" height="300" /></a>Immersivo. Coinvolgente. Sorprendente. Ma anche affascinante e commovente.</p>
<p>James Cameron ha posato una nuova pietra miliare nella storia del cinema. Lo ha fatto con un film rivoluzionario, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello narrativo.</p>
<p><em>Avatar</em> è uno di quei film che ridefiniscono il proprio genere, nel linguaggio e nei contenuti, e di più, influenzano in generale il modo di fare cinema. Tracciano una via. Non è un evento che accade così di frequente: andando a ritroso negli anni non posso fare a meno di citare, limitandomi al genere della science fiction, <em>Matrix</em> dei fratelli Wachowsky che nel 1999 impressionò il pubblico per gli spettacolari combattimenti ripresi con la tecnica del bullet-time e per la potente metafora del mondo virtuale in cui agiscono i protagonisti, <em>Jurassic Park</em> di Steven Spielberg che per primo, nel 1993, realizzò interamente in computer grafica i dinosauri protagonisti del film ed allo stesso tempo solleticò la fantasia degli spettatori sulle possibilità delle tecniche di clonazione, e poi indietro fino al 1977 con il leggendario <em>Star Wars</em>, di George Lucas, che meravigliò riuscendo a riprodurre realisticamente il volo di navi spaziali utilizzando la tecnica della motion control photography, anche questa applicata per la prima volta in un film, ed appassionando con una ricca trama che fonde il genere fantasy e quello fantascientifico.</p>
<p>Cameron nasce nel cinema come tecnico degli effetti speciali, il che spiega come questi abbiano sempre rivestito un ruolo di primo piano in tutti i suoi lavori. Ma Cameron oltre che un&#8217;inventore è anche un visionario che ci ha regalato capolavori del calibro di <em>Terminator</em>, <em>Aliens</em><em>: scontro finale</em>, <em>The Abyss</em> e <em>Terminator 2</em>, dei quali ha firmato &#8211; come per <em>Avatar</em> del resto, oltre la regia, anche la sceneggiatura. Per non parlare poi di <em>True Lies</em> e del colossal <em>Titanic</em>, due film sicuramente meno visionari dei lavori precedenti, ma ugualmente impressionanti dal punto di vista tecnico; con <em>Titanic</em> &#8220;asso piglia tutto&#8221; sia fra il pubblico, divenendo all&#8217;epoca il film col maggiore incasso della storia del cinema, che fra la critica, aggiudicandosi la bellezza di 11 Oscar.</p>
<p>In ciascuno dei suoi film Cameron è riuscito a coniugare insieme realizzazioni tecniche eccellenti e storie &#8211; o più spesso visioni &#8211; evocative, coinvolgenti e comunque convincenti ed efficaci, mostrando sia la sua indiscussa bravura come regista, che la sua grande capacità di sfruttare appieno le tecnologie a disposizione per realizzare effetti sorprendenti e spettacolari. Tuttavia in nessuno di essi, dal mio punto di vista, era riuscito a spingersi così oltre come in <em>Avatar</em>.</p>
<p><em>Avatar</em> è un film nuovo. Avrebbe fatto parlare di se anche senza il grande investimento di Cameron nella tecnologia della <em>Fusion 3D Camera</em> appositamente progettata e sviluppata per le riprese del film.<br />
La storia che ci racconta Cameron è, ancora una volta, una delle sue immaginifiche visioni del futuro, dove però tematiche estremamente attuali come quelle della sensibilità ecologica, del rispetto della natura, della diversità culturale, del razzismo e dell&#8217;integrazione sono affrontate rivestendo la civiltà umana di un ruolo decisamente insolito&#8230; almeno in riferimento ai film di fantascienza. <em>Avatar</em> è un film di science fiction girato quasi come fosse un film storico. Un <em>Balla coi Lupi</em> ambientato in un altro pianeta. Se fossimo nel 2300 potremmo forse rivederlo come un film sul periodo di espansione coloniale al di fuori del nostro sistema solare. La motivazione che ci spinge è, storicamente, la solita: lo sfruttamento di risorse minerarie. Questa volta non ci difendiamo da una minaccia esterna. Non siamo invasi, non siamo attaccati da nessun alieno ostile. Non è <em>La Guerra dei Mondi</em>.<br />
Stavolta siamo noi ad offendere una civiltà diversa dalla nostra, che non ci è ostile se non fosse per il fatto che vogliamo impadronirci della sua terra, della sua casa. Invadiamo un mondo i cui abitanti hanno stabilito un equilibrio, un&#8217;armonia con la natura e con il pianeta in cui vivono che noi non conosciamo e non possiamo comprendere. E che, nella nostra colta ignoranza, nella nostra noncuranza, siamo pronti a distruggere. E&#8217; un paradigma nuovo in un film di fantascienza e dopo l&#8217;iniziale sorpresa realizziamo, non senza una certa sensazione di tristezza, che, storicamente, questa è la nostra indole e che la visione presentata da Cameron non è più improbabile di quella immaginata da H.G. Wells, anzi.</p>
<p>Nel film Jake Sully, un ex marine divenuto invalido, controlla un avatar: un essere creato con l&#8217;ingegneria genetica incrociando DNA degli umanoidi locali chiamati Na&#8217;vi con quello umano. Attraverso una &#8220;interfaccia mentale&#8221; un uomo può praticamente &#8220;vivere&#8221; nel corpo del suo avatar. E&#8217; così che Sully, insieme ad un gruppo di scienziati, tenta di avvicinare gli indigeni per studiarli al fine di guadagnare la loro fiducia per negoziare la loro resa e, al tempo stesso, ottenere informazioni tattiche preziose nel caso in cui un attacco diretto diventi inevitabile. Catapultato su Pandora (così si chiama il pianeta) Sully rimane ben presto affascinato dalla civiltà dei Na&#8217;vi, un popolo di guerrieri, orgoglioso e nobile, che vive in tribù mantenendo un forte legame con la rigogliosa natura che domina Pandora, finendo per innamorarsi della sua guida ed insegnante Na&#8217;vi Neytiri. Il confronto con le forze armate degli invasori umani si rivelerà ineluttabile, e Jake si troverà di fronte ad una difficile scelta di campo tra la lealtà verso la propria razza e la difesa dei valori di coraggio, nobiltà d&#8217;animo, rispetto e armonia con la natura che ha fatto propri durante i mesi trascorsi nella tribù Na&#8217;vi. Alla fine, sarà proprio la particolare natura di Pandora, che si scoprirà essere praticamente un&#8217;entità senziente &#8211; quasi una metafora per la nostra Gaia, che aiuterà i Na&#8217;vi a difendersi dagli invasori.</p>
<p>La fantastica tecnologia digitale 3D messa a punto per il film, come già detto, è un arricchimento ad una trattazione che da sola fa di <em>Avatar</em> un film assolutamente da vedere. Tuttavia il magistrale uso che Cameron fa di questa tecnica lo rende eccezionale. Lo spettatore si sente fisicamente proiettato su Pandora insieme ai protagonisti della vicenda. La sensazione di coinvolgimento raggiunge livelli prima impensabili. Sei seduto in una hall e stai assistendo al briefing della prossima missione. Non stai guardando la scena del briefing, no. Sei lì insieme ai marines. Un&#8217;attimo dopo esplori la giungla che ricopre Pandora, ti muovi tra le piante e la vegetazione. Ancora un momento e ti risvegli in un laboratorio scientifico. E sei lì, ti senti davvero lì.</p>
<p>James Cameron ha impiegato oltre 6 anni per sviluppare e mettere a punto questa tecnologia, ed <em>Avatar</em> è la prima dimostrazione delle sue sorprendenti potenzialità. E&#8217; l&#8217;alba di una nuova era del cinema, la prima grande rivoluzione tecnologica dopo la nascita della computer grafica: <em>Avatar</em> apre una nuova dimensione nel linguaggio cinematografico.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/esperendo.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/esperendo.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=19&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Alea iacta est!</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 20:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ludwig980</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché questo spazio? Essendo un &#8220;timido socievole&#8221; mi sono fatto più volte questa domanda. Da tempo, complice anche la mia vocazione informatica, avevo l’intenzione di cimentarmi nella pubblicazione di una pagina personale o un blog, per condividere con amici, conoscenti o semplicemente con chi avesse voluto leggere, un po’ del mio mondo, di quello che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=esperendo.wordpress.com&amp;blog=11286544&amp;post=5&amp;subd=esperendo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/01/bexleynib1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14" title="stilo" src="http://esperendo.files.wordpress.com/2010/01/bexleynib1.png?w=150&#038;h=120" alt="stilografica" width="150" height="120" /></a>Perché questo spazio? Essendo un &#8220;timido socievole&#8221; mi sono fatto più volte questa domanda.</p>
<p>Da tempo, complice anche la mia vocazione informatica, avevo l’intenzione di cimentarmi nella pubblicazione di una pagina personale o un blog, per condividere con amici, conoscenti o semplicemente con chi avesse voluto leggere, un po’ del mio mondo, di quello che mi passa per la testa e, come dice anche il nome stesso, un po’ dei miei “esperimenti”, più o meno seri o faceti.</p>
<p>Il timido ha avuto la meglio a lungo, e quest&#8217;idea è rimaste confinata in un limbo (e, per buona pace di Chubby Checker, non mi riferisco al ballo).<br />
Ora però il lato “social” ha invece preso inaspettatamente il sopravvento, dunque&#8230;</p>
<p>Alea iacta est, insomma&#8230; si comincia! Stay tuned&#8230;</p>
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