…di nuovo in Forra!

Dopo la mia prima esperienza nella gola torrente Avello, sulla Majella nel Luglio scorso, finalmente, muta indosso, casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza… sempre (come direbbe Nico Cereghini…) dicevo, finalmente di nuovo in Forra! A Prodo questa volta, a un passo da casa… ma che divertimento!

Valerio si cala in corda doppia dal primo salto

La domenica è un po’uggiosa, cielo coperto, un’arietta fresca che ci ricorda che l’inverno non è poi così lontano. Però la comitiva è motivata: mi accompagnano due amici di vecchia data, Valerio e Claudio, e due ragazzi che non conoscevo, Andrea e Fabio: in pochi minuti, complici la voglia di avventura e divertimento, siamo già un team affiatato.

L’avvicinamento all’ingresso della forra è breve, pochi minuti e siamo già in acqua. Un brivido di acqua gelata corre lungo la schiena quando ci immergiamo nella prima pozza, ma è solo un attimo: in pochi secondi il velo d’acqua penetrato nella tuta si riscalda ed il freddo sparisce. Subito una prima discesa con la corda, calandosi tra canyon di roccia con l’acqua fresca che scroscia su viso e spalle, poi giù nella pozza sottostante. C’è

ancora abbastanza acqua nel torrente, e questo significa che nel prosieguo della discesa non avremo più tanto bisogno della corda: meglio tuffarsi direttamente, è molto più divertente!

I salti sono parecchi, e tutti bellissimi: quello di Prodo non è un torrente, è un parco giochi! Che vai a fare all’acquafan quando hai un parco acquatico del genere a pochi Km da casa?

Un fantastico salto, di oltre 7 metri! In tuffooooooo!

La discesa procede senza intoppi, raggiungiamo un’altro gruppo di torrentisti guidati dall’amico Stefano, che ci aveva accompagnato sulla Majella. Gentilmente ci cedono il passo all’armo, e proseguiamo velocemente verso il salto successivo. Ma non c’è fretta! Ci intratteniamo nei punti più belli per fare foto e filmare i tuffi dai salti più spettacolari.

In poco meno di un paio d’ore siamo praticamente in fondo: è qui che si apre, scavata nella roccia, la pozza più grande e profonda, sul lato sinistro della quale si innalza un costone di roccia quasi verticale. Appena poco più avanti, usciti dalla pozza, è possibile tornare indietro risalendo la scarpata e ritrovandosi quindi sopra la costa rocciosa, ad oltre 7 m sopra l’acqua… è Claudio che per primo comincia ad arrampicarsi per fare l’ultimo spettacolare tuffo della giornata e noialtri, beh ci lasciamo facilmente convincere a seguirlo! Ogni tuffo è immortalato con un video. Così dopo il primo tuffo, decido di farne un secondo: voglio la ripresa in soggettiva, e mi porto dietro la fotocamera! (ovviamente antiurto e impermeabile…)

Non va tutto come previsto: l’impatto con l’acqua è violento e nonostante il laccetto al polso la fotocamera mi sfugge di mano e si perde nell’acqua ormai torbida per i tanti tuffi effettuati! Il fondale è profondo, almeno 4 o 5 metri.

Una pozza scavata nella roccia

Un ragazzo del gruppo di Stefano, che ormai ci aveva raggiunti e partecipava con noi alla “gara” di tuffi, mi presta gentilmente una maschera da sub. Provo ad immergermi immediatamente, ma la muta, senza zavorra, mi rende difficoltoso raggiungere il fondo. Dopo un paio di tentativi infruttuosi, decido di uscire dall’acqua per riposarmi qualche minuto. Gli altri mi invitano a desistere, a ritornare a cercarla qualche giorno dopo, attrezzati con pesi e bombole. Ma io decido di fare un’ultimo tentativo: nelle due immersioni precedenti ero riuscito ad intuire la conformazione del fondale, simile ad uno scivolo, o un imbuto di roccia. Sapevo dove andare a cercare la dispersa! Così mi immergo di nuovo: stavolta l’acqua è più limpida, da diversi minuti non si stava tuffando più nessuno.

Io mentre mi calo lungo uno scivolo di roccia

Mi dirigo dove suppongo possa essere finita la fotocamera, non riesco a distinguere granché tra sassi e fanghiglia, e l’aria nei polmoni sta rapidamente esaurendosi… quando improvvisamente la vedo! Un parallelepipedo metallico adagiato in una fenditura della roccia. Ancora due bracciate, allungo la mano e riesco infine ad afferrarla, poi al limite della resistenza, di slancio verso la superficie! Gli altri mi guardano increduli riemergere con la fotocamera in mano… magno cum gaudio!

La discesa nella gola ora è davvero conclusa. Ci avviamo su per il sentiero, risalendo verso Prodo e, dopo una scarpinata di una ventina di minuti siamo di nuovo nella piazza del paese, ancora inzuppati, un po’ stanchi ma davvero appagati. E affamati anche!

Dopo una (semi)breve sosta al Bar della piazza, decidiamo di concludere degnamente la giornata con un bel pranzo alla Fattoria di Titignano… ancora mi lecco i baffi al pensiero delle fantastiche pizze appena sfornate e del buonissimo Turlò! Con quella fame poi!

Ci salutiamo con il proposito di ripetere la spedizione entro breve… dopotutto l’Italia è piena di torrenti!

La compagnia, prima dell'ingresso in forra!


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