delirious thirty
30 anni
360 mesi
10.954 giorni
262.896 ore
946.425.600 secondi…. accidenti, faccio questi calcoli tanto assurdi quanto sciocchi e mi rendo conto che non ho vissuto ancora neanche un miliardo di secondi. E’ importante? Sicuramente irrilevante, ma mi aiuta a comprendere quanto siamo temporali…
Che dire, questo è un post difficile… non voglio mettermi a fare resoconti melodrammatici, dopotutto sono ancora giovane, non ho neanche un miliardo di secondi. Potrei pensare al futuro allora… i soliti obiettivi? Propositi? Sogni? Auspici?
Gli auspici non mi piacciono, sperare in qualcosa… la speranza presuppone l’impotenza di fronte agli eventi. Non mi piace fare lo spettatore.
Propositi. Tipicamente se ho il proposito di fare qualcosa, beh resta un proposito. Prima non la faccio, poi non mi ricordo neanche perché non l’ho fatta. I propositi sono quelle cose che prendi e appoggi da una parte, come i soprammobili, come le bomboniere ai matrimoni. Nessuno sa a cosa servano. Forse a ricordarsi di fare le cose importanti.
Sogni. Mi piace sognare, ma alla fine mi considero uno con i piedi per terra: so che i sogni al mattino svaniscono. Ma spesso danno ispirazione, questo mi piace dei sogni! Bisogna saper prendere l’ispirazione dai propri sogni, sempre. E magari seguirli finché si può, perché no, ma certo non aspettarsi che si realizzino per magia.
L’unico modo in cui sono riuscito a seguire un sogno è stato quello di pormi degli obiettivi. Se raggiungi un obiettivo, il sogno prosegue. Non so se ci avete fatto mai caso, ma i sogni non hanno mai un finale. Almeno a me non è mai successo di vederne uno. Arrivi ad un certo punto, bello o brutto che sia e poi… o ti svegli o si apre un nuovo capitolo, di solito completamente inaspettato. O assurdo. Certe volte lo capisci quando stai arrivando ad uno di quei punti, quando nel sogno c’è una chiave di volta, ti rendi conto che stai sognando, e spesso vorresti continuare! Allora vuoi impadronirti della chiave, altrimenti sai già che ti sveglierai e del sogno non rimarrà che un ricordo, più o meno vago. E non sai se il sogno ritornerà, se avrai un’altra occasione di sapere come continua. Allora quel punto del sogno, quella chiave… beh, quello per me è un obiettivo.
Non è mai facile raggiungere un obiettivo. Quando lo è, è perché ti sei sbagliato. Parafrasando il titolo di un vecchio film, credevi fosse un obiettivo e invece era un calesse! Anche se pure i calessi sono difficili da raggiungere, soprattutto se in corsa! Questo introduce una seconda possibilità di errore: perseguire gli obiettivi sbagliati. Può capitare, ed è una brutta storia: il sogno può trasformarsi in un incubo. Ci vuole intuito per evitarlo. E fortuna. Io credo di essere stato abbastanza fortunato. Anche intuitivo però. Certo, in qualche caso non sono stato nessuna delle due cose… Ma fa parte del gioco, no?
Insomma questi obiettivi, sulla soglia del quarto decennio che mi accingo a trascorrere in questa ecosfera, quali sono, o dovrebbero essere? Il dottorato di ricerca? La realizzazione professionale? Un nuovo amore? O due? La conquista del mondo? Non è che poi questi sono solo calessi? E se lo sono, quali saranno gli obiettivi “veri”?
Per ora non ho modo di saperlo, messi così in fila sembrano tutti rispettabilissimi. Soprattutto mi alletta l’ultimo… sapete, sono uno che si accontenta di poco. Ma voi lì, dall’altra parte dello schermo, non ridetevela troppo mentre io gioco e deliro… non si prendono in giro i bambini, ed io stasera mi sento un infante!
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- Pubblicato:
- 5 marzo 2010 / 01:53
- Categoria:
- Pensieri in libertà, Personale
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